frasi Agostino d'Ippona

Frasi Agostino Ippona: le più celebri e significative

Agostino d’Ippona è stato un filosofo, vescovo e teologo berbero con cittadinanza romana. Conosciuto semplicemente come sant’Agostino, è Padre, dottore e santo della Chiesa cattolica. Nato nel Nord Africa, arriva a Milano nel 383, dove conosce sant’Ambrogio. L’incontro si rivelò un momento decisivo per il suo cammino di fede: fu infatti da Ambrogio che ricevette il battesimo nel 387. Secondo Antonio Livi, filosofo, editore e saggista italiano di orientamento cattolico, è stato “il massimo pensatore cristiano del primo millennio”. Tra le sue opere più importanti ricordiamo le Confessioni e La città di Dio.

Agostino Ippona, le frasi più belle

Di seguito una raccolta di frasi di Agostino Ippona

  • La misura dell’amore è amare senza misura.
  • Non si perdono mai coloro che amiamo, perché possiamo amarli in Colui che non si può perdere.
  • Non uscire fuori, rientra in te stesso: nell’uomo interiore abita la verità. E se scoprirai mutevole la tua natura, trascendi anche te stesso. Tendi là dove si accende la stessa luce della ragione.
  • O uomo, puoi fuggire lontano da tutto ciò che vuoi, ma non dalla tua coscienza.

  • Un pranzo cattivo che andasse per le lunghe nessuno lo tollererebbe, una vita cattiva quasi tutti la desiderano. Certo, se vivere è un gran dono, questo dono grande sia speso bene.
  • Tu sai che cosa desideri, ma egli solo sa che cosa ti giova.
  • L’amore è un grande insegnante.
  • Chi meglio dà, maggiormente riceve.
  • Che aspetto ha l’amore? Ha le mani per aiutare gli altri. Ha i piedi per camminare incontro i poveri e i bisognosi. Ha gli occhi per vedere la sofferenza e il bisogno. Ha le orecchie per ascoltare i sospiri e i dolori degli uomini. Ecco come appare l’amore.
  • Tardi ti ho amato, Bellezza così antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Sì, perché tu eri dentro di me ed io fuori: lì ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle sembianze delle tue creature. Eri con me, ma io non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te. Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza, respirai ed ora anelo verso di te; ti gustai ed ora ho fame e sete di te; mi toccasti, e arsi dal desiderio della tua pace.
  • Ognuno è tale e quale il suo amore. Ami la terra? Sarai terra. Ami Dio? Che dirò? Sarai Dio? Non oso dirlo, ma ascoltiamo la Scrittura che dice: Io ho detto: Siete dèi e figli dell’Altissimo.

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